Ubicazione In zona rurale di pregio in posizione collinare (350 ml. s.l.m.), facilmente raggiungibile tramite SS. ed a 10 minuti sia dal casello autostradale che dalla stazione ferroviaria di Orvieto; stessa distanza intercorre dal centro storico della città.
Panoramico con vista del Duomo e baricentrico rispetto alle vicine Città storiche di Perugia, Assisi, Spoleto, Arezzo, Siena e Viterbo; a 20 minuti vi è il lago di Bolsena.
La proprietà Il borgo è composto da una costruzione principale, costituita da una grande villa storica e da una serie di fabbricati (frantoio, granaio, scuderia e dependance), oltre ad annessi rustici (pollaio, porcilaia e forno) ed al terreno circostante distinto in parco storico e terreno ad uso agricolo (vigneto ed uliveto).
Il complesso è totalmente recintato e dotato di triplice accesso.
L’origine dell’insediamento risale alla fine del XIII secolo; lo troviamo infatti in catasto dal 1292 per arrivare, con successive aggiunte e modifiche, fino al 1800 circa.
Attraverso i secoli la proprietà del borgo è passata di mano tra nobili famiglie, di cui la più importante fu quella orvietana dei Conti Monaldeschi.
Consistenza e
dati urbanistici Il corpo principale, costituito dalla villa storica, è articolato su cinque livelli per un totale di 2.271 mq. coperti.
La superficie globale dei fabbricati accessori e dei rustici è pari a mq. 2.345, comprensivi di 285 mq di superfici non più esistenti, ma riportate in mappa, che possono essere recuperate. La superficie coperta totale del complesso risulta essere quindi di mq 4.616, a cui corrisponde una volumetria complessiva pari a mc. 16.500 circa.
Qualora necessitasse ulteriore superficie, si sottolinea che può essere acquisita l’antica canonica della Chiesa parrocchiale con annessa piccola area di corte, che si trova adiacente la villa e che, pur essendo in buone condizioni statiche, è da restaurare (altri 312 mq. circa).
Limitrofi alla canonica (ma di altri proprietari) sono inoltre disponibili due lotti di terreno in zona urbanistica “B2b” per complessivi mq. 2.060 ed indice di edificabilità 1 (altri 686 mq. circa da poter edificare fuori terra).
La superficie totale della proprieta’, compresa l’area di sedime dei fabbricati, è pari a mq. 36.944, di cui mq. 35.290 scoperti e di questi mq. 29.360 coltivati a vigneto doc ed uliveto e la restante a parco ed altre superfici pertinenziali. La suddetta superficie scoperta di 35.290 mq. ricade per una porzione di 7.800 mq. circostanti il borgo esistente, in zona edificabile “B2b” di completamento e per i restanti mq. 27.490 in zona agricola “E2a”.
Stanti gli indici di edificabilità e le quantità già costruite, non sono consentiti incrementi di superficie/cubatura, se non :
- in applicazione delle agevolazioni normativamente consentite per gli interventi in zona “B”;nella fattispecie si può ottenere un incremento “una tantum” pari al 5% delle superfici accessorie.
- tramite il recupero del magazzino diruto e degli ambienti accessori ancora risultanti in mappa.
L’eventuale attività edilizia quindi dovrà essere essenzialmente rivolta al restauro e/o alla ristrutturazione dell’esistente e limitata all’area dove insistono le costruzioni attuali.
Le aree a verde, incluse quelle in zona “E”, dovranno invece essere mantenute tali e destinate o alla valorizzazione degli adiacenti beni costruiti (ampliamento del parco storico esistente anche tramite modesti interventi edilizi di architettura dei giardini, eventualmente integrata da impianti sportivi), o alla conservazione dei beni paesaggistici agricoli esistenti (conservazione delle colture).
L’attività edilizia inoltre potrà essere svolta “direttamente” tramite piano attuativo di recupero autorizzabile con normale permesso a costruire e senza preventivo piano attuativo di approvazione regionale, non ricorrendo i presupposti normativi per l’edificabilità “differita”.
Il borgo infatti non è incluso tra i beni vincolati dalla Sovrintendenza, ma solo tra quelli censiti nell’apposito elenco regionale dei beni (ville, parchi e giardini) sparsi sul territorio e limitatamente all’immobile principale (la villa).
Ne consegue che l’intervento edilizio sui rustici agricoli e sui fabbricati accessori del borgo potrà avere gli indici urbanistici e consentire le trasformazioni previste per le zone “B” di completamento, ma la villa dovrà mantenere immutate le sue volumetrie e le sue caratteristiche storico-architettoniche esteriori.
Restano comunque valide le procedure “D.I.A.” per gli interventi minori (manutenzione straordinaria ecc.).
L’intervento sulla sola villa inoltre dovrà essere eseguito con i medesimi criteri estetici necessari in zona “A” (centro storico) così come richiesto dalle norme tecniche di attuazione del P.R.G. (art. 90) e dal regolamento edilizio (art. 52), che disciplinano appunto il restauro e la ristrutturazione di “ville, complessi e nuclei di interesse storico ed architettonico” comunque ubicati rispetto alla zonizzazione di P.R.G..
Le destinazioni d’uso consentite, come dagli artt. 7 e 17 delle N.T.A., sono tutte quelle connesse alla funzione residenziale sia permanente che turistica e ad essa complementari; in particolare sono consentiti, oltre alla civile abitazione, i servizi sociali e ricreativi, le istituzioni private e pubbliche, le sedi associative, gli alberghi e le strutture ricettive in genere, le sedi e le attività direzionali, i centri culturali, museali, ricreativi, ecc..
La proprieta’ è tutta censita in Catasto, suddivisa in 12 unita’ immobiliari, di cui 9 all’urbano e 3 al catasto terreni.
Proprietaria del complesso è una S.r.l. appositamente costituita.